ALLENAMENTO NEURALE: PERCHE’ RICERCARE LA MOBILITA’?

I fattori che rendono preminente la ricerca della Mobilità sono diversi, cito quelli più importanti:

1) la qualità della Stabilità è guidata dalla qualità della Propriocezione e la qualità della Propriocezione non è possibile in presenza di limitazioni di Mobilità.
Ne deriva che se i sistemi articolari di una catena sono mobili, la catena stessa è forte; al contrario, limitazioni della mobilità si tradurranno in una catena debole.

Come già detto, le articolazioni, proprio perché snodi funzionali che generano movimento sono le zone più ricche di recettori neurali sensoriali.

Se osservi l’ Homunculus Motorius e l’ Homunculus Sensitivus, le rappresentazioni tridimensionali delle aree del nostro cervello deputate al movimento e alla raccolta di dati , vedrai in ordine di dimensione – e quindi di densità recettoriale – testa, occhi, lingua, labbra, mani, piedi e via via il resto del corpo.

La Mobilità, (come la Stabilità, la Forza e tutte le altre capacità biomotorie), è strettamente dipendente da COME la nostra Centralina funziona e dal numero di recettori che riesci a coinvolgere in un movimento.

Da quanto detto sopra, si deduce l’importanza dei movimenti spiraliformi, circolari o rotazionali.
Si tratta di movimenti più complessi rispetto agli esercizi lineari, ma proprio per questo, neuralmente parlando, attivano un maggiore numero di recettori incrementando la risposta adattativa.

NOTA BENE: Osserva bene Omunculus Motorius e Sensitivus, perché LE AREE DEL CORPO PIU’ PICCOLE (quindi con una minore presenza di recettori neurali, le nostre stazioni radio) SONO QUELLE A MAGGIORE RISCHIO DI INFORTUNI, DOLORI O ALTRO.

2) Migliorando la mobilità aumenta il lavoro sui muscoli che si inseriscono sulle articolazioni in oggetto.
Qualsiasi obbiettivo tu abbia, dal dimagrimento alla forza, dall’ipertrofia al benessere, un muscolo che si inserisce su un’articolazione mobile, segue perfettamente, se ben allenato – lo stretch & shortening cycle, il ciclo dell’allungamento/contrazione – grazie al quale i muscoli lavorano.Questo si tradurrà in maggior lavoro e quindi in migliori adattamenti.

3) un terzo fattore estremamente importante è legato al concetto di Neuroplasticità.
Mobilizzare un’articolazione o una catena non è sufficiente a migliorare i gesti che abitualmente compiamo a carico della stessa.
Il motivo è abbastanza ovvio; anni e anni di esecuzione di un determinato esercizio, fanno sì che tale schema motorio venga prima registrato e poi “strutturato” a livello del SNC del soggetto.
Incrementare la mobilità di una catena o di un’articolazione non significa che automaticamente il nostro SNC applichi questo incremento del Range of Motion agli schemi motori che andremo ad eseguire.
“ Sembra che il miglioramento delle disfunzioni del ROM non induca i soggetti a utilizzare automaticamente la mobilità raggiunta…gli schemi motori devono essere allenati nuovamente dopo procedure di mobilizzazione per assicurare un cambiamento nel modo in cui le persone utilizzano il ROM ritrovato” (Moreside – McGill “ Improvements in hip flexibility does not transfer to function” Phys. Ther.J.of strength & conditioning research – 2013)

Ecco perché è importante essere precisi nelle fasi iniziali dell’allenamento, quando i gesti vengono insegnati, dunque corticalizzati.
Una volta che hai registrato nella tua centralina un movimento errato e lo ripeti da anni, “rimuoverlo”, destrutturarlo sarà un’impresa.

L’ALLENAMENTO NEURALE sarà il Focus delle mie lezioni a Napoli, in occasione della NEW WORLD CONVENTION;
quale migliore occasione per imparare un approccio rivoluzionario che cambierà il tuo lavoro e i risultati dei tuoi allievi?

NEW WORLD R-EVOLUTION
Napoli – 16-17 MARZO

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Guido Bruscia

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