Cultura fisica funzionale: strategie per il miglioramento dei punti carenti

Introduzione: La Necessità di Utilizzo Impone la Crescita

Nel mondo della Cultura Fisica Funzionale, l’adattamento muscolare è una dinamica complessa e multifattoriale. La crescita muscolare non avviene in modo uniforme; ogni individuo presenta variazioni nelle risposte allo stimolo dell’allenamento. 

Mentre alcuni muscoli rispondono rapidamente, altri rimangono carenti, creando disparità e sfide nell’ottenimento di un fisico bilanciato e armonico. Questo articolo esplora dettagliatamente le strategie per affrontare e superare questi punti carenti, adottando il principio fondamentale che “la necessità di utilizzo impone la crescita”.

Prima di iniziare, è doverosa una postilla che sgombri il campo da “leggende metropolitane da palestra” dure a morire.

È essenziale, infatti, sottolineare un principio fondamentale nella fisiologia muscolare e nell’allenamento: l’isolamento muscolare completo NON ESISTE.

 Questa comprensione è cruciale per un approccio più olistico e funzionale all’allenamento nella Cultura Fisica Funzionale.

Fondamenti Biologici e Principi di Crescita Muscolare 

Nella Cultura Fisica Funzionale, comprendere i meccanismi biologici e fisiologici della crescita muscolare è fondamentale. Questa comprensione non solo condiziona consapevolmente le scelte degli allenamenti ma aiuta anche a sviluppare un approccio più mirato per i punti carenti.

 In questa sezione, esploreremo i principi fondamentali dell’ipertrofia muscolare, il concetto di sovraccarico progressivo e il ruolo delle risposte ormonali e biochimiche nell’allenamento.

Meccanismi di Ipertrofia e Sovraccarico Progressivo

L’ipertrofia muscolare, il processo attraverso cui le fibre muscolari aumentano di dimensioni, è il fulcro dell’allenamento di Cultura Fisica Funzionale.

Questo processo è innescato dal danno muscolare microscopico causato dall’esercizio fisico, in particolare da quello che coinvolge l’allenamento contro resistenze. Quando una fibra muscolare viene danneggiata, il corpo inizia un processo di riparazione che non solo ripristina la fibra ma la rafforza e ingrandisce, preparandola per sfide future.

Il principio del sovraccarico progressivo è un concetto fondamentale nell’ambito dell’allenamento fisico e del fitness. Possiamo definirlo come il processo di aumentare gradualmente la quantità di stress o carico applicato al sistema muscoloscheletrico e cardiorespiratorio durante un programma di allenamento al fine di ottenere adattamenti fisiologici positivi e miglioramenti nelle prestazioni.

può essere realizzato incrementando il peso sollevato, aumentando il numero di ripetizioni, il T.U.T. o modificando la frequenza degli allenamenti. 

Il corpo si adatta agli stressor allenanti, a condizione che essi siano fisiologicamente sostenibili.

 Per ottimizzare questo processo, è essenziale variare i tipi di stimoli – non solo in termini di peso ma anche attraverso diversi schemi di movimento, intervalli di tempo e tecniche di allenamento. Questa variazione assicura che tutti i tipi di fibre muscolari vengano stimolati e che il corpo non si adatti eccessivamente a un particolare tipo di stimolo.

Fattori Ormonali e Biochimici

Cascata Ormonale

Gli ormoni svolgono un ruolo cruciale nell’ipertrofia muscolare. Dopo un allenamento, il corpo rilascia ormoni anabolici come il testosterone e l’ormone della crescita, che promuovono la riparazione e la crescita dei tessuti muscolari. Questi ormoni aumentano la sintesi proteica, il processo mediante il quale le cellule costruiscono proteine e riducono il catabolismo, il processo di degradazione del tessuto muscolare.

Risposta Metabolica all’Esercizio

La pratica dell’esercizio fisico è accompagnata da una serie di reazioni metaboliche che svolgono un ruolo cruciale nella crescita muscolare e nell’aumento delle prestazioni. Durante l’allenamento contro resistenze, il nostro corpo avvia una risposta metabolica fondamentale. In questa fase, si verifica un incremento significativo nella produzione di adenosina trifosfato (ATP), la molecola preminente coinvolta nella fornitura di energia per le contrazioni muscolari.

Questa accelerazione del metabolismo energetico è innescata dalla crescente richiesta di energia da parte dei muscoli impegnati nell’esercizio. Gli aumenti nella produzione di ATP consentono una contrazione muscolare più vigorosa e prolungata, il che a sua volta stimola l’adattamento muscolare. 

Questi adattamenti possono includere l’ipertrofia muscolare, una maggiore forza e resistenza muscolare.

Riparazione e Supercompensazione

Dopo un intenso allenamento, i muscoli entrano in una fase di riparazione e supercompensazione. Durante questa fase, il corpo ripara le fibre muscolari danneggiate, rendendole più forti e resistenti a futuri stress.

 La supercompensazione si riferisce al fenomeno per cui la capacità del muscolo di sopportare lo stress aumenta oltre il livello precedente all’allenamento. Questo processo è fondamentale per la crescita muscolare sostenuta e richiede un adeguato riposo e nutrizione.

Metodologie di Allenamento per Punti Carenti

In questa sezione, ci concentreremo sulle tecniche di allenamento specifiche per affrontare e migliorare i punti carenti nella Cultura Fisica Funzionale. 

Comprendere e applicare queste metodologie richiede non solo una conoscenza approfondita dei principi di allenamento ma anche un’attenzione personalizzata ai dettagli del proprio corpo e alle sue risposte agli stimoli.

IDENTIFICAZIONE E VALUTAZIONE DEI PUNTI CARENTI

Valutazione Funzionale dettagliata

Prima di poter lavorare sui punti carenti, è fondamentale identificarli con precisione. 

Questo processo inizia con una dettagliata valutazione funzionale. 

Si può procedere attraverso l’auto-osservazione, fotografie, misurazioni specifiche o, se disponibili, tecnologie più avanzate come l’analisi della composizione corporea o l’elettromiografia (EMG), che misura la risposta dei muscoli agli stimoli nervosi.

Monitoraggio e Feedback degli allenamenti

La registrazione costante delle prestazioni e dei progressi è un elemento chiave. Tenere un diario di allenamento dettagliato, dove si annotano carichi, ripetizioni, sensazioni muscolari e anche il recupero post-allenamento, offre una visione chiara dell’efficacia di una routine di allenamento. Questi dati possono essere analizzati nel tempo per identificare quali gruppi muscolari rispondono bene e quali rimangono indietro.

PROGRAMMAZIONE SPECIFICA PER IL MIGLIORAMENTO

L’approccio al miglioramento dei punti carenti nel Cultura Fisica Funzionale richiede un’attenzione mirata e personalizzata. 

Combinando tecniche di allenamento specifiche con una valutazione e un monitoraggio costanti, si può creare una strategia efficace per indirizzare e potenziare questi gruppi muscolari. 

È importante ricordare che la pazienza e la coerenza sono essenziali; i muscoli carenti spesso richiedono tempo e sforzo costanti per mostrare miglioramenti significativi.

Incremento Mirato del Volume e della Frequenza

Una volta identificato un punto carente, il passo successivo è, in assenza di dismorfismi o paramorfismi, aumentare il volume e la frequenza di allenamento per quel specifico gruppo muscolare. 

Questo può significare dedicare più giorni a settimana a quel gruppo, aumentare il numero di serie e ripetizioni, o includere più esercizi che mirano direttamente o indirettamente a quel gruppo.

Variazione dell’Intensità e Tecniche di Allenamento

L’intensità dell’allenamento per i punti carenti deve essere attentamente gestita.

Basta poco, infatti, per farsi prendere dall’ “EGO-LIFTING” e rovinare tutto.

 Non si tratta solo di sollevare pesi più pesanti; è importante PERIODIZZARE, nel macrociclo di allenamento, l’intensità attraverso microcicli che possono comprendere diverse tecniche, quali ad es.:

  • Pre-esaurimento: Si inizia con un esercizio di isolamento per pre-affaticare il muscolo carente prima di passare a movimenti composti.
  • Drop Set e Super Set: Queste tecniche permettono di lavorare il muscolo a fondo, portandolo oltre la fatica normale.
  • Allenamento Eccentrico: Concentrarsi sulla fase di abbassamento del peso può incrementare il danno muscolare, stimolando una maggiore crescita.

 Integrazione con il Resto dell’Allenamento

Un’importante considerazione nella programmazione è come integrare l’allenamento dei punti carenti con il resto della routine. 

È fondamentale bilanciare il lavoro su questi punti con l’allenamento generale e con gli stimoli ai diversi schemi motori, per evitare squilibri e sovraccarichi. 

Ad esempio, se si sta lavorando in modo intensivo sulle spalle, è necessario considerare come questo impatti gli allenamenti di tutti gli esercizi di spinta,  per prevenire sovraccarichi o lesioni.

Continua Valutazione e Aggiustamento

Il processo di miglioramento di un punto carente è dinamico.

 Ciò che funziona in un momento può non essere altrettanto efficace in seguito. Pertanto, è cruciale una valutazione e un aggiustamento continui della routine di allenamento. 

Questo può significare cambiare gli esercizi, modificare il regime di riposo o persino rivoluzionare l’approccio all’allenamento basandosi sui feedback del proprio corpo e sui progressi osservati.

Allenamento Integrato per i Gruppi Carenti: La Strategia dei 1000 Squat

Nel contesto della Cultura Fisica Funzionale, l’approccio verso i punti carenti richiede non solo dedizione ma anche creatività.

 Un metodo innovativo ed efficace per affrontare questi gruppi muscolari carenti è l’allenamento integrato quotidiano

L’idea è di eseguire un movimento specifico che mira al gruppo carente in modo costante e regolare, accumulando un significativo volume di ripetizioni settimanali.

Il Principio Fondamentale: Ripetizione e Utilizzo Regolare

La filosofia dietro questo metodo è semplice ma potente: “Più un gesto lo ripeto, più divento bravo nel farlo”. 

La costante ripetizione di un movimento specifico, effettuata senza introdurre un affaticamento sistemico eccessivo, permette di consolidare la corretta esecuzione del movimento.

Questo processo porta a un miglioramento sia nella forza che nella resistenza del gruppo muscolare target, oltreché una migliore resa estetica.

Implementazione Pratica: L’Esempio degli Squat

Gli squat sono stati scelti come esercizio di riferimento per questa metodologia.

 Questa scelta non è casuale: lo squat è un esercizio complesso che coinvolge l’intero corpo, richiede coordinazione, stabilità e attiva in modo significativo le gambe e le anche. 

È particolarmente utile per sbloccare le anche e attivare i muscoli delle gambe dopo periodi prolungati di sedentarietà.

Programma Settimanale: Progressione e Suddivisione

L’obiettivo è di eseguire 1000 squat a settimana, suddivisi in maniera tale da non causare un sovraccarico o un eccessivo affaticamento. 

Questo obiettivo può essere raggiunto incrementando gradualmente il numero di squat eseguiti quotidianamente.

 Di seguito è riportato un esempio di progressione settimanale:

  • Settimana 1: Inizio con circa 150 squat al giorno, raggiungendo un totale di 1000 squat alla fine della settimana.
  • Settimana 2: Aumento l’intensità aggiungendo 200-300 ripetizioni al totale settimanale, raggiungendo così circa 1330 squat.
  • Settimane 4-5: L’obiettivo è di arrivare a 2000 squat settimanali.

 Questo richiede una pianificazione più attenta per distribuire il volume durante la giornata senza interferire con altri allenamenti o attività.

Suggerimenti per l’Integrazione nella Routine Quotidiana

  1. Momenti di Pausa: Utilizzare i momenti di pausa durante il lavoro o altre attività quotidiane per fare una serie di squat.
  2. Integrazione con Altre Attività: Ad esempio, fare squat mentre si aspetta che il caffè sia pronto o durante brevi pause pubblicitarie mentre si guarda la TV.
  3. Incremento Progressivo: Iniziare con un numero di ripetizioni gestibile e aumentare gradualmente, ascoltando il proprio corpo e adattando il programma in base alle proprie capacità e risposte.
  4. Registrazione e Monitoraggio: Tenere traccia dei progressi, annotando il numero di squat fatti ogni giorno e le sensazioni durante e dopo l’esercizio.

L’implementazione di un programma di allenamento integrato come quello dei 1000 squat settimanali offre un approccio pratico e flessibile per migliorare i gruppi muscolari carenti.

 Con un impegno costante e una pianificazione attenta, questo metodo può portare a significativi miglioramenti nella forza, nella resistenza e nell’estetica del gruppo muscolare target, contribuendo in modo sostanziale al raggiungimento di un fisico bilanciato e armonico nella Cultura Fisica Funzionale.

Concludendo, l’allenamento per i gruppi carenti,  rappresenta una parte del programma del corso di formazione: “Cultura Fisica Funzionale di 2° livello”. 

Questo corso non solo arricchisce il bagaglio teorico e pratico dei partecipanti, ma offre anche un approccio pragmatico e approfondito alle metodologie di allenamento per l’ipertrofia, più avanzate ed innovative. 

È un’opportunità per professionisti seri che aspirano a elevare le proprie competenze nel settore fitness e funzionale, imparando a applicare concretamente queste tecniche avanzate.

Vi aspetto e buona ipertrofia a tutti!

Pietro D’Angelo
Chinesiologo, Personal Trainer
Docente di Cultura Fisica funzionale ed Allenamento Funzionale FTS

Ideatore metodo Coaching Pro System

Bibliografia

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